E’ una delle frazioni collinari ed è ciò che resta della vecchia Mascali, di cui era un quartiere periferico, risparmiato dalla lava del 1928, che distrusse l’antico abitato. Sulla formazione dell’antico quartiere di Sant’Antonino non si hanno informazioni sicure, ma alcuni elementi del tessuto urbano fanno pensare che risalga ai secoli XVI e XVII, come la struttura ‘a baglio’ degli edifici, chiusi all’esterno e con le aperture rivolte verso il cortile interno, tipici del ’500-’600. Questa tipologia di edifici sorgeva, infatti, in posizione dominante da dove era possibile controllare il territorio, e l’antico quartiere di Sant’Antonino occupava una posizione strategica, essendo posizionato a guardia degli ingressi dell’antica città di Mascali.
Il toponimo Sant’Antonino è connesso al culto di Sant’Antonio da Padova,
sulla cui origine e diffusione nel luogo non si hanno ad oggi informazioni certe, ma è
probabile che risalga al periodo compreso fra la seconda metà del Cinquecento e la prima metà del Seicento.
La superstite chiesa di Gesù e Maria risale alla seconda metà del sec. XVIII e la sua costruzione si deve ai Continella, proprietari del luogo. Essa presenta un pregevole portale realizzato in pietra lavica e una torre campanaria costruita dopo l’eruzione in segno di gratitudine per aver scampato il pericolo dell’eruzione dell’Etna.
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