Il Nerello Mascalese è un vitigno vigoroso, di bassa resa, ma di elevata qualità e l’uva, di forma oblunga e colore rosso chiaro, si raccoglie di solito intorno a metà ottobre.
Cresce sulle pendici del vulcano Etna dove è ancora coltivato con il sistema di allevamento ad alberello. Grazie al particolare suolo lavico, alle forti escursioni termiche e alle altitudini che possono raggiungere anche i 1.000 metri slm, il vulcano riesce a dare vini di particolare pregio.
Le uve del vitigno Nerello Mascalese con l’aggiunta fino al 20% di Nerello Cappuccio o Mantellato sono utilizzate per la produzione del vino Etna Rosso DOC, la prima ad essere creata in Sicilia nel 1968.
Storicamente, la diffusione del Nerello Mascalese nella provincia etnea risale al 1543, anno in cui Carlo V concesse al vescovo Caracciolo la piana di Mascali, da cui prende nome.
Il Nerello Mascalese dà un vino di colore scarico. La gradazione alcolica è importante, come la struttura, l’acidità e la complessità. Al naso, ha profumi fini ed eleganti, in cui predominano sentori di liquirizia, spezie e piccoli frutti rossi; all’assaggio si presenta caldo, secco, pieno, armonico, sapido e fresco.
A tavola si serve ad una temperatura di circa 17°, in abbinamento a primi piatti con sughi di carne, risotto ai funghi porcini, e secondi quali salsicce, carni rosse, polpette, grigliate, carne di cavallo alla brace e formaggi stagionati.
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